Quando sparisce l'ultimo degli accendini [fregato in ufficio] l'unica soluzione è Cast Away...con l'ultimo cerino si accende la candela quella nascosta dietro la macchinetta del caffè quella rossastra con l'odore indefinibile ci si accende la prima zizza, che in effetti da di BigBabol bruciata e poi la si pone per terra lontana da piante rilevatoredifumo libri ciddi cibarianonancorascaduta calze boxer et similia si apre la finestra così non ci si affumica in compenso si genera uno spiffero che vorticosamente gira attorno alle pareti e sotto le tende si infila nella manica per risalire lungo il collo come una sciarpa rituffarsi sul petto e terminare immancabilmente ad altezza reni.
C'è un vantaggio: adesso scorreggio petali di rose e lavanda.
sabato, ottobre 30, 2010
Improvvisa voglia di perdersi nei Jardins des Tuileries alle 5.30 di mattina.
Driiiin....driiiiin... - Ciao Frasco come va? - [millemila cose intanto] ah si tutto bene [urto con la macchina il marciapiede] - Si ecco ti chiamo perche' le previsioni danno un pessimo tempo domani pomeriggio. - Ah... - ...E siccome hai l'esame allora ti spostiamo alle 9 e noccioline di domani mattina. Che ne dici [tutto contento per il colpo di genio] - Ah! [=cazzo!]
Rumore di fondo. Forse un motore. Grosso. Abbastanza grosso.
E una radio. Che gracchia. Parole come un torrente. Poi nulla. Poi ancora parole. ...Clear to land G-BXLY
- Bravo Frasco, mi sa che TI PRENOTO per l'esame del volo in solitario per LA PROSSIMA SETTIMANA... - Merda! [Giu'. L'aereo sobbalza, ma non quanto me] -...ehm... ... ... .. . -.-'
Balcone, claire de lune e sigaretta. Goditi l'aria, goditi il prato e gli scacchi, la luce incerta del neon e il mormorio dei rami.
Dai prendi una zizza, offro io.
lunedì, ottobre 04, 2010
E' che mi manca. Non quel mancare struggente.
Suvvia, si sopravvive.
E' quello che ti rosicchia le forze un po' per volta, che ti fa vivere vite parallele in un secondo. Ecco si, il problema e' che non vedo alcuna ragione valida per cui dovrebbe essere cosi' e non diversamente.
In fondo me lo ripeto, c'e' un tempo per tutto. E' che a me non basta mai. Il tempo. Anche al mattino quando spengo la sveglia. E poi la spengo ancora ed ancora ed ancora...
Ma non posso dimenticare (questa) estate. Quanto bene mi sono sentito, anche se li' erano tutte bestemmie (si puo' dire? ) e le corse in autostrada, l'albergo. E non sentirsi male. Perche' l'amore e' egoista. Si fa per sentirsi bene, il re del mondo.
E io lo sono stato.
Si rifarei ancora tutti gli sbagli, perche' detto tra me e te, sono proprio gli sbagli la parte piu' divertente. E il resto e' solo retorica delle merendine.
Every atom in your body came from a star that exploded. And, the atoms in your left hand probably came from a different star than your right hand. It really is the most poetic thing I know about physics: You are all stardust. You couldn’t be here if stars hadn’t exploded, because the elements - the carbon, nitrogen, oxygen, iron, all the things that matter for evolution and for life - weren’t created at the beginning of time. They were created in the nuclear furnaces of stars, and the only way for them to get into your body is if those stars were kind enough to explode. So, forget Jesus. The stars died so that you could be here today.
- Frasco c'e' un progetto per questo weekend, sabato e domenica inclusi...- - Stop, e' per la gloria? - - Mmm [bisbigli] no, pagato - - Ok, cos'e' che devo fare??? -
Maratona di 12 giorni di lavoro di fila in arrivo...le vacanze pure.
lunedì, luglio 19, 2010
ora mi concentro e sparisco in una nuvoletta... ...puff...
Ho la testa vuota e i capelli morbidissimi e tutto sommato sto bene. Il che in effetti dovrebbe essere il problema di fondo. Ho solo tanta voglia di me, di ritrovarmi un po' e di farmi pasare questo mal di testa.
Non mi piace l'idea di non saper quello che deve essere fatto o forse e' solo un modo per evitare di fare quello che so. Per questo stacco la spina.
E' che sono stanco di sentire i mi dispiace, e di dirli.
Fermerei tutto per un istante per tutto il tempo che due persone impiegano prima di sbattere gli occhi l'uno contro l'altra. Fermerei tutto in quell'istante li'. E a muovermi solo io.
Chi sogna di rinascere, io l'ho fatto. Ora sono sedicenne, con tutta una vita alle spalle e tutta una vita davanti. Tutta curve di fianchi di donna, e vista da perdersi come negli occhi. Da percorrere lentamente, come si risalirebbero due gambe con un bacio, respirando a fondo il profumo dei suoi capelli con il naso un po' all'insu' da gatto che respira il mondo che lo circonda.
Giocare a Shanghai nel mio stomaco con i Mikado al cioccolato fondente.
e va bene cosi'.
venerdì, marzo 12, 2010
Poltrona. Seduto. Sigarette scordate sul piano di vetro a casa. John Lennon che mi guarda, valigia accanto e biglietto per Roma tra le mani.
giovedì, marzo 11, 2010
Per un secondo, il tempo di distrarre lo sguardo e sono andato oltre il pensarci d'abitudine. E ho sentito il vuoto di un evento che non si ripete, che esiste ed e' reale, ma e' reale da un'altra parte.
venerdì, febbraio 26, 2010
uff sonno, vieni a me...
venerdì, febbraio 19, 2010
avverto una certa sweet disposition
mercoledì, febbraio 17, 2010
Vagheggio muovendo mobili alle 23 di notte in un delirio di onnipotenza da Ikea
Mangiare il panettone, pizzicandolo direttamente dall’alto della confezione mentre le dita scavano gallerie impreziosite da canditi e uvette, il fruscio della carta che lo avvolge.
Per otto ore notturne sarò un senzatetto, dormendo in macchina come ora o da amici, come tra un po'... Però indosso camicia gilet e sciarpa di cachemire.
Via da casa, per sempre.
[E non come il mio smettere di fumare tra una sigaretta e l'altra]
[Tornare al tepore di casa e fumare una sigaretta sul balcone innevato di casa alle 3 di notte e’ un bel regalo di Natale anticipato. Aspetto che passi anche Babbo Natale…]
lunedì, dicembre 14, 2009
E' che proprio il Natale non lo sopporto. E il film servito di contorno alla ratauille non e' stato di supporto.
[a seguire, dopo la pubblicita']
sabato, dicembre 12, 2009
Ho un'imrovvisa voglia di far saltare la mia vita per aria e di vederla ricadere in tanti coriandoli colorati. Verde, rosso, blu. Bordi frastagliati. Scendono piano come fiocchi di neve.
Non è che i giorni siano eterni, ma mi diverto a non farli finire mai. Perché c'è sempre quell'ora in cui le strade si svuotano per riempirsi di ricordi, che vagano costeggiando il mare.
Il difficile è scansarli con la macchina.
Frasco
venerdì, dicembre 04, 2009
Certo che guidare contromano per un'ora e passa alle 4 è un'esperienza...
Frasco
Casa, almeno per un po'. E ovunque essa sia.
Piccolo dettaglio, parto tra 3 ore...
domenica, novembre 22, 2009
Oi, come va lassù?
giovedì, novembre 12, 2009
Ho un'improvvisa voglia di giocare di notte a scacchi, con la scacchiera del mio giardino, mentre il guardiano notturno ci osserva un po' annoiato.
Il tasso di crescita di un problema è proporzionale al numero dei passi fatti nel tentativo di risolverlo.
Nuvole o no, credo in effetti sia rimanere la cosa piu' complessa. Parlo in generale. Affrontare la situazione, fino alla fine invece di girare i tacchi e via, fino a che qualcosa ti raggiunge ugualmente. E' uno spazio che si modifica ma comunque lo tiriamo e' sempre troppo corto, la copertina di Linus. Bisogna doversi accontentare e non solo, bisogna farselo anche piacere il compromesso. E' che mi manca tanto il tempo. Vorrei passare mezzora nel bagno a fare cacca. Vorrei vorrei, c'era una storia che iniziava cosi'. Mi piacerebbe essere buttato sul piumone a pancia sotto e piedi sollevati, a parlare per ore. Anzi non parlare ma ridere. Sisi voglio ridere ancora un po'. Ancora altri 5 minuti. Poi mi sveglio. Promesso.
Non mi sforzo mai di pensare cosa sia rimasto, oggi, di quelli che eravamo quella sera. Ma non hai mai perso quell’aria tua distratta e pensierosa, che sembra allontanarti chissà dove quando sei tra la gente, come se non ti importasse di nulla, come se non fossi reale. E’ in quel momento che non ti rendi conto come ti guardo, come ti catturo, come mi calamiti e non posso fare nient’altro che continuare ad inseguirti, anche se non è il termine giusto.
Lo stato di grazia in qui ci si puo’ trovare bevendo passito, un po’ di taralli a fianco e una canna tra le dita, affacciati su un giardino di luci tra alberi e un aereo che ti aspetta chiedendo di essere pilotato il giorno dopo non trova parole.
Aspetto che salga piano. Alla testa e oltre.
Come adesso: ondeggia tutto, e io con loro.
Ah si ora mi ricordo.
Non ho trovato le parole ma una spiegazione: ho fatto 20 miglia, guidato una macchina senza documenti e non mia, portavo con me un bel cuscino di erba odorosa. Perche’?
Mi sono ricordato anche una scena. e un libro. dove non si invecchia anzi, si ritorna un po’ piu’ giovani. solo perche’ si fa quello che si pensa. No aspetta. E’ piu’ semplice. Mi riprendo l’adolescenza e i miei 20 anni. Lo faccio adesso.
A volte arrivano folate di incompletezza, una vaga sensazione di essere sempre ad un passo da cio' che importa, di vederlo passare accanto a me e di non riconoscerlo. Eppure mi sforzo. Ma sembra di ignorarlo di proposito, troppo affaccendato in altro. Mi rendo conto che qualunque cosa inizi perde di senso in quanto solo un riflesso, una similitudine senza termine di paragone.
Devo smetterla di leggere mail di amici felici e contenti.
Un pezzetto di cielo è appena entrato dalla finestra. Lo vedo chiaramente qui dal letto perché dall' imposta chiusa le nuvole scorrono via lente mentre dall'altra come un blob grigio avanza lentamente nella stanza.
Un altro pezzetto di cielo è qui sul letto con una data e un'ora su.
Quasi quanto la linea curva dell'orizzonte sopra la Siberia. Che respiri un'aria che e' quasi casa. E quasi sono solo 4 ore. E intanto vedi serpenti d'acqua che si snodano tra un freddo verde. E pagheresti per essere tra 2 metri di neve, lontano da tutti.
Lontano da tutto quello che dovevi ricordare e non l'hai fatto.
Vicino a quel tuo sorriso un po'...cosi'.
sabato, agosto 01, 2009
Manciate di minuti al volo, finalmente casa.
Ma ormai mi sento molto tartaruga e tutto il mio mondo e' chiuso in una valigia.
Ed e' una bellissima giornata per salutare il Giappone, non sembra neanche la stagione dei monsoni. Gli aerei intanto vanno e vengono, abbastanza annoiati. Io qui nell' aeroporto di Tokyo aspetto ancora un po'.
Comunque proseguendo ho un collega con il nome da cartone animato!
Comunque non importa.
Comunque quello che mi preme dal fondo dello stomaco e’ una certa paura.
Comunque e’ un numero.
Si chiama 30.
Cognome: Anni.
E se avessi appena deciso di NON voler andare avanti? Voglio accontentarmi di questo mondo di gatti con gli stivali, streghe, giganti [buoni e non], e baobab puzzoni. Voglio svegliarmi la mattina con il dubbio su cosa potrebbe succedere oggi. Voglio correre con la cappotte giu’ [o con la Mitica]. Voglio inciampare, maledire e bestemmiare. Voglio fermarmi cosi’, e guardare tutto rotolare via mentre mangio popcorn. Vorrei iniziare ancora, in incognito. E poi ancora. E poi ancora. E poi basta.
Ho una paura folle, di svegliarmi e di aver solo sognato tutto questo. E ancora di piu’ di voler tornare a dormire per continuare…
ho scritto parole, ma le ho scritte nella sabbia...
correre telefono vino negroni volare mondo abbastanza me lambretta oceanomare tuancora acidodesossiribonucleico io casa stivali mele giovedì martedì settembre il venticinque millenovecentosettantanove domani oniricotoffee caffè nebbia pub letto aereo animalfarm