Sto diventando il cliché di me stesso quando la fotocopiatrice si scassa.
E ogni cambio di direzione e’ una rotonda verso la partenza.
Anzi no.
Perche’ porcaccia mi sforzo, io.
Con risultati discutibili, anzi parliamone un po’.
…
[Giuro ne ho parlato, non e’ colpa mia se non avete orecchie!]
Ma perche’ perche’ perche’ perche’ perche’ perche’ perche’ perche’ perche’
non riesco a stringere le mani? E mi devo anche sentire in colpa perche' voglio il Mondo a modo mio? Una piccola porzione, una fetta di torta, con i frutti di bosco. Tanti. Sisi la voglio cosi'.
Ho solo bisogno di andare via per un po’: niente di piu’ facile, a quanto detto oggi mi rivogliono a Suzhou.
Un attimo di brivido. Una leggera sensazione di pentimento, un retrogusto un po’ amaro, per un attimo. In una di quelle serate in cui puoi vivere mille vite che si incontrano tutte al bancone dello stesso bar.
Il VipeRoom. Tutte dopo un sonoro Irish Coffee al Temple bar.
E ce n’e’ abbastanza per dire ammorbidire i sensi, bambagia la musica del pianista. Distillato che cola dalle orecchie fino al cuore scaldandolo un po’. E il pianista lo sa e asseconda.
Fino a Blower’s Daughter.Perche’ gliela chiedo io. Gliela chiede una persona che non dovrebbe esserci. Ma si il mio regalo per il compleanno che non festeggeremo, e che non abbiamo mai festeggiato, il mio regalo che non verra’ mai scartato. Ma mi sento a posto con il flusso del Karma.
E’ una di quelle sere dove puoi tirare i fili del passato e sciogliere i nodi per un attimo, capire tutte le stronzate fatte, capirle fino in fondo, fino al perche’ sei qui in questo momento. Spiegarti tutto per un momento, il tempo di capire e di sentire una lagrima rotolare lungo le dita, e bagnarle un po’. Con la consolazione che domani dimenticherai tutto, che il passato sara’ passato in una notte troppo corta per essere Faust.
Pero’ l’assaporo ora, ho sete di agrodolce.Non voglio fingere a me stesso almeno oggi.Non e’ quello che si chiama pentimento, questo no, ma guardare uno dei miei tanti me, e capire che non mi sarebbe dispiaciuto.
E il fumo del locale e le pareti gialle, gli specchi e i tasti bianchi e quelli neri.
Pensieri giocano a rincorrersi e a superarsi, e fra tutte una.
Che e’ lontana solo per la distanza tra quello che ho in testa e le mani che lo devono scrivere.Chiamerei i Negrita e Paolo Conte e Vinicio come testimoni se servisse a qualcosa.
E gia lo so.
Non resistero’.
Sara’ dolce lasciarsi andare, aprire la bocca e stirare i pensieri per averne uno, coerente e devastante come pochi, di quelli che non ti lasciano alternative e che ti cambiano non appena l’hai intravisto annaspare nella testa.
Perche’ se vedo ora albeggiare, non posso non chiedermi come sarebbe li’ sul mare, quel mare che leggo con le dita.
Almeno ora so dove mandare il trolley e me annesso... Dublino. Prenotato mentre tentavo di scacciare il Crucco durante il sonno ritrovato. Ah e torno in Italia martedi*; le belle notizie sono come le ciliege...
*NdF [ Nota di Frasco ] : martedi' passeggero' allegramente dalle 6 am a Dublino, a Birmingham, a Milano e DOVREI riuscire a prendere il primo treno rotta verso sud. Salvo distrazioni. Ok dov'e' la mia distrazione?
Corollario. Ho passato trenta minuti alla finestra perche' c'e' uno spettacolo gratuito di Cheerleading. Nel mio Campus.
Poi sono sceso a fare conoscenza. Ole'.
Il bucodiculodellinghilterra, raduno international di Cheerleading quest'anno.
Sto facendo contemporaneamente 4 valige di cui: 2 andranno a Torino 1 a mmm "casa" 1 [il mio fido "bau bau" trolley] mi seguira' sul primo aereo che riesco a prendere.
4 ore e non ho idea per la presentazione di domani. Neanche per la mia tesi sono stato cosi' fancazzista. E almeno li' avevo una valida scusa. Una bionda valida scusa.
Non capisco come facciano. Come possono vivere ancora e ancora rivivere brividi sulla pelle. Tanti neuroni scollegati. Tante isole nella testa. Possono aver vissuto millesettecentocinquantatre volte, settecentododici volte sentito l'odore e trecentoventicinque quello stomaco che si annoda impazzito senza che un pugno lo colpisca. Eppure neanche un dejavu. Niente. Ripartono da zero, bambini che imparano dal nulla.
Sento un domino di emozioni, pronte a disegnare un passato, ad un segnale, qualunque segnale, il primo va giu'. E non si possono fermare. Si propaga dal centro, dallo stomaco, un rumore sordo di acqua che inghiotte, e si perde nella testa. Ancora e ancora. E calano sugli occhi, un sipario velluto che si schiude sul gia' visto. Ma e' piu' di questo, sono io che mi sposto, io che rinasco, io che ricresco, che uccido e vengo ucciso. Poi sbatto le ciglia che si intrecciano per trattenermi. Poi le riapro...
Salta in macchina e via, Damien Rice e Buena Vista Social Club quanto basta, direzione dove punta il sole. Via dall'Inghilterra, via dal grigio nella testa e fuori. 2 macchine e 5 persone in una. Via verso Cymru e la sua strana lingua, verso finalmente il mio primo bagno con temperature polari [ma mai sfidarmi], un vecchio molo e tanti gabbiani. Gelati&Zuccherofilato.
M.: Sono felice, finalmente torno una settimana in Italia. Frasco: Tornerei se ci fosse qualcuno ad aspettarmi.
Ma oggi via tutto, solo io. E almeno per me, io ci sono sempre. E c'e' anche una cartolina da spedire.
E' solo qualcosa chiamata felicita'.
domenica, luglio 13, 2008
L'occhio si sofferma quell'istante di troppo, immobile mentre dentro scorre tutto e riavvolge il nastro. E li segue, passo su passo, immobili in mobile abbraccio lungo tutto una stanza, musica per parole non dette. E il film scorre all'indietro, su citta' e mari, su battiti unisoni. Niente. Troppo distante. Troppo lontano per sentire. L'ultimo lento. da 3 anni ormai. Faccio seriamente fatica a ricordare, penso di aver saltato con troppa facilita' l'eta' dei Through the barricades. Che pero' sono quelli che vorrei adesso. Intimi di un bacio che non e' bacio e intensi di sesso che non e' sesso. L'occhio di bue puntato su due corpi che si stringono per non cadere dal disco di luce. Il caldo del respiro. E la Vanoni che canta la piu' falsa delle promesse.
Sara' pure vero, ma per la [modica] cifra di 15 sterline [ -.-' ] Frasco porta a casa: - una bottiglia tres petite di bagnoschiuma ai sali del Mar Morto - 2 baci - un numero di telefono - un appuntamento per domani - un'amica per il Portoghese accanto a me.
La mia rovina: una commessA ebrea giramondo. E risa degli spettatori non paganti allo show al banco.
Il valtzer continua, nuovo palazzo, nuovo appartamento. Dietro quello vecchio.
Ringrazio ancora una volta chi mi ha costretto a fare le valigie per spostarmi di 10 metri.
E anche la sveglia al mattino, perche' questa volta mi toccano prati e boschi, e casette all'inglese. E una gustosissima finestra che si apre completamente.
Suona strano come il motore della macchina che guidavo contromano per un pub, terrazzino e birra, e un cerbero a tre teste e tre corpi. Mai pensieri piu' diversi. Mai vite cosi' dissimili che non hanno senso per nessuno ma sono li' a crogiolarsi ad un sole raffreddato. Una strada per un matrimonio, una per se stessi e una per chi una strada proprio non ce l'ha. Tre birre e qualche sospetto che si insinua. Tre birre per capire che qualche possibilita' ce la siamo persa e chissenefotte, ma intanto e' persa. Tre birre, ma una vita per capire che e' l'eta' che cambia tutto e che cosa ci faccio qui? C'erano tra birre.
Di notte la stanza si popola, strano direi, strane persone, sono tutti i me, e tutti i se. E' un gioco al massacro e io detesto i giochi al massacro. Chiudo gli occhi per non sentire per non leggere le labbra. Ma sono nella testa, li sento comunque. [ovviamente] Chiudi gli occhi ancora piu' forte, solo per sentire le palpebre sbattere come falene. Dopo un po' vanno via. Basta ignorarli. Subdoli. Lasciano tracce. Dettagli. Un numero sulla porta. Una sedia che gira. Una dignita' in vendita per una sterlina.
Tra un po' non ci sara' piu' posto per nulla...e io fuori dalla stanza.
Niente pone piu' facilmente fine ad un meeting di un bicchiere di Laphroaig [con Cola o liscio per i recidivi], misteriosamente apparso sul tavolo della cucina, ebbro del sapore dei vari drinks. Devo ricordarmi di proporlo anche domani durante la presentazione del progetto.
Quando ti arrivano in regalo 2 e dico 2 bottiglie di Porto scelte da un portoghese, i sensi si sciolgono e i pensieri si incatenano tra loro. Poi li fai seguire da del salmone scozzese, accuratamente innaffiato da Teriyaki soia e del buon sake' e concludi con del whisky in una nuvoletta di fumo. E ti apri fino all'essenza ed ad ogni sollevarsi di bicchieri e tazze e barattoli si beve un po' degli altri.
E si e' troppo ubriachi per mentire pure a se stessi, camerati della guerra di ogni giorno. Con sogni che un po' si somigliano e storie che si potrebbero continuare senza ascoltarne il seguito.
Ma sono il piu' grande. E ragazzini mandati al macello non ne voglio. Pero' se loro riescono a riempirti di prospettive illumnate da lampioni e strade di ciottoli, di gonne e di capelli al vento, forse e dico forse non tutto e' perso. Qualche sogno da inseguire c'e' ancora, e nelle tasche se frugo un tintinnio di sorrisi lo posso ancora sentire.
Chissa' dov'e' ora. E chissa' quante altre nazioni ancora, ma chissa', magari non aspetto...
domenica, luglio 06, 2008
Quello che appare evidente agli occhi non miei, ci mette un po' ad arrivare alle mie sinapsi.
Perché vorrei avere la pelle non cosi' sensibile tra trasformare una carezza in una fastidiosa contrazione, ma soprattutto la testa salda su ciò che non deve essere. Non basta distribuire manciate di sorrisi se poi rigurgito emozioni fino a soffocarmi e inizio ad avere paura di incontraLa, soprattutto ad aver paura di sorprendermi a pensarci.
Pero' che bravo attore...
Solo un po' di calore che non mi bruci. Solo un po'. Giusto per non dimenticare com'e' e prometto che non do piu' fastidio non chiedo piu' nulla. E' solo che non posso passare una vita ad invidiare coppiette.
Puntuale la carica ormonale ha bussato alla porta dopo due Redbull in una notte quasi completamente alcohol free. Quasi completamente perche un doppio vodka lemonade rientra nella categoria dissetanti, se no col cazzo che prendevo la lemonade. Why? Provate voi a dover guidare poi per le strade inglesi con una macchina noleggiata a proprio nome e una assoluta e disinteressata ignoranza delle strade per tornare a casa.
Del resto i presupposti c'erano tutti, stupido venerdi' breve e il dover fare da balia. Ma con ordine.
Anzi no.
So solo che mi sono ritrovato a gonfiare un coccodrillo in un club. Da cosa nasce che cosa? Non lo so, non mi interessa. Ma un po' di calore umano fa sempre bene, anche se diventa complessa da gestire la situazione con un coccodrillo tra le mani e un perizoma nell'altra, e in testa una frontierina da festa. E una collana hawaiana per traino. Farlocca.
Niente numero di telefono. Ma un buon sapore in bocca. Pero'... pero' una sgradevole sensazione, insofferenza al tatto e apatia della mente. E fuga. No, c'e' qualcosa che non va.
Chiudo con il dvd di Trainspotting. A tema. Frasco, ore 4 e noccioline
E finalmente il primo tete-a-tete mucho caliente dell'Inghilterra, cosi' intenso da concedermi la doppietta subito dopo e sigaretta al seguito lasciandomi esausto...Stirare per la prima volta e' stata un'esperienza ai limiti dell'umana comprensione ovvero come evitare il propagarsi delle pieghe evitando contemporaneamente che la camicia tocchi il pavimento del cucina del campus . -Dolly mi manchi torna da me!-
Ho bisogno urgente di una presenza femminile che graviti nell'arco di qualche kilometro.
sveglio. sono le sei circa gli occhi fanno un po' di fatica a mordere ancora i sogni tra le ciglia e la coscienza si concede una pausa di rilassante nuoto nell'alcool il dramma e' che mi riprendo subito perche' lo so che se sono le sei e mi sono appena svegliato un motivo grave ci deve essere... no non e' l'italia che passa il turno no non sono io che lavoro il motivo mi passa di fianco con la mia tshirt addosso un mugugno e' l'unica mia espressione possibile il come sia arrivato a questo mi costa qualche minuto ma non per la memoria che si rifiuta piuttosto cosa mi abbia portato a violare quelle setteootto regole consigli e suggerimenti che di solito ti danno quando stai irrimediabilmente per compromettere lo status quo delle cose ovvero
la donna incaricata di valutarti nel tuo nuovo lavoro e' ubriaca persa nel tuo letto
a ritroso la strada e' viscida e scivolosa come l'ultimo cicchetto di assenzio prima di mettersi in macchina la sua e portarla a casa la mia per evidente incapacita' di intendere e volere se non quella di stendersi e vomitare stupida caciara in piazza che colpa ne ho io se l'unico posto che proiettava la partita era un decente bar sul lungo po con consumazione di luna gratuitamente annessa che poi un daiquiri lei e negroni io per festeggiare il secondo goal e negroni io e mojito lei che con l'aperitivo ci stano bene e che l'aperitivo doveva essere di gruppo ma due persono sono ancora un gruppo no perche' se non te la senti possiamo rimandare non c'e' problema va bene tra cinqueminuticinque passo a prenderti al pam
Stop
ora come spiegare tutto ad ale che mi aveva minacciato sul non fare cazzate? e in effetti cazzate non ce ne sono state il che di per se e' un'enorme cazzata del resto se bisogna colpire per far male meglio quando si e' lucidi per ricordare poi mi avanza ancora da qualche parte quello che si chiama rispetto per me stesso piu' concretamente intanto raccolgo i cocci via sms...saranno tre lunghi giorni prima di sparire [ancora] destinazione UK
ma tanto io ho la mia Tour Eiffel qui sul letto accanto a me... [segue foto che non c'e' essendo la macchinetta lontana dalla portata del mio braccio]
Approfitto delle urla da scopata di qualche finestra piu' in la' per rubarne un po' per me, e brindare alla voglia che ho di sentire il mio nome esalato da un'altra bocca.
Quel
Fraaa...FRAAA
lento, con leggera inflessione di bimba che ti tira i lembi della camicia per attirare l'attenzione, voce lamentosa che mal cela un sorriso dell'anima, accompagnato da denti che si scoprono e odorosi capelli e occhi che tintinnano. E Lei e' li' seduta nel bagno, phon in mano, occhi sullo specchio per me sulla soglia, ecco quel richiamo solo per sentire che ci sei, piacevolmente inutile.
13 minuti, il tempo di impacchettare tutto in valigia e scappare a Milano per un macrobottellon, di corsa su un cammino di burro come il ferro. 13 minuti il tempo di mettere su le cuffie e ascoltare il silenzio del treno che sobbalza al ritmo del pensiero, che corre forzato lungo neuroni sconnessi.
Perche' girando la testa ho avuto la piacevolissima (leggi con ironia please) sensazione di aver sopravalutato quanto fatto finora?
E nelle insenature della testa si annidano mondi che si agitano, si spingono per farsi largo e rubarsi l'ossigeno. Farebbero di tutto per 13 minuti di popolarita'.
E accorgersi che le stelle fisse cambiano posizione e a volte anche noi che le guardiamo ci ritroviamo dalla parte opposta con il naso all'insu' a fissarle, mani e faccia spalmati su di un vetro. E i ruoli che si invertono, pero' fa un po' piacere quando vedi in alcuni quello che sei sicuro non si possa trovare da nessuna parte. E che tutto sommato negli altri l'effetto e' un po' meno stupido di quando accade a te, ma non ti importa e sei felice per loro, con una punta di invidia come digestivo. Che qualcuno immancabilmente ti fa notare. Ma va bene. Va bene cosi'.
E sorridi con labbra da ebete per coppie che convivono e anelli che si scambiano. Quando a suo tempo si rideva della mia vita che ancora non era la mia. E ora la vedi di sbieco tra i cubetti di ghiaccio del mio Negroni nei visi dei Parisiens.
E che quando colpisci per fare male, lo fai per fare male a te stesso e non all'altra. Male dico. E maledico. Soprattutto qualche pensiero che viene a galla, una bolla di ossigeno in una melassa violatorbido. Ma va bene. Va bene cosi'.
Chissa' se ora abbia ancora bisogno delle nuove lenti, scure e spesse...
Strana sensazione leggere le labbra e percepire suoni incoerenti, e vedere danzare fuochifatui con un ritmo che non e' quello della testa. Che poi fa molto tempo delle mele.
Merda ho finito le sigarette.
E un regalo formato cartolina in arrivo da Paris...
Cancello il passato per vivere in un funambolico presente. Le donne cessano di esistere per regalarmi una nuova parte di me,quel pezzetto di gene che ci rende indefinitamente incompleti. La mia sara' una nuova vita dissoluta. Perche' tanto se devo vivere, almeno faccio danni. Ora capisco il senso della vita/guerra e ne apprezzo le sfumature fino nel singolo respiro condiviso da commilitoni, fratelli per il tempo di un colpo che fende l'aria. Dove cio' che non e' fratello non esiste e le puttane sono le uniche amiche perche' sincere al soldo.
E seduto in una nuova stanza, con il dove e quanto che contano quanto il menu' del giorno in una mensa aziendale, di un sabato italiano. Si altre due settimane, dieci giorni volendo essere ottimisti. Ottimisti. Ricostruirai ancora una vita? Forse. Ma di sicuro butto nel cesso questa. Con un bel sorriso di addio. Punto.
Torino, in una primaverile giornata di giugno, nel 2 anno post laurea.
ho scritto parole, ma le ho scritte nella sabbia...
correre telefono vino negroni volare mondo abbastanza me lambretta oceanomare tuancora acidodesossiribonucleico io casa stivali mele giovedì martedì settembre il venticinque millenovecentosettantanove domani oniricotoffee caffè nebbia pub letto aereo animalfarm